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Terre e rocce da scavo, aperta la strada per la revisione della normativa


Le terre e rocce generate da attività di scavo nei cantieri possono essere ancora una risorsa da riutilizzare in vari ambiti e da diverse tipologie di imprese, favorendo buone pratiche di economia circolare.

Si tratta di un ambito in cui la normativa è intervenuta più volte cercando di chiarire quando possono essere riutilizzate come sottoprodotto o come rifiuto (con tutti gli oneri che questo comporta).


L’ultimo intervento normativo che le escludeva dal regime dei rifiuti risale al 2017 (DPR 120/2017), ma senza mai riuscire davvero a definire un quadro normativo chiaro o tantomeno di semplice attuazione.


L'articolo 48 del Decreto Legge 13/20231 interviene nell’ottica di semplificare la disciplina: lo fa con una delega al Ministero dell'Ambiente (che agirà di concerto con quello delle Infrastrutture, sentito quello della Salute) per adottare entro ottobre un nuovo regolamento che sostituisca, abrogandolo, l'attuale DPR 120/2017.


Nella fase di conversione in Legge – ad oggi in corso - Confartigianato ha presentato alle Commissioni V Bilancio e IX Attività produttive del Senato un emendamento che si propone di inserire nella revisione normativa anche la definizione di procedure ulteriormente semplificate per i cantieri di micro-dimensione.


Verranno forniti ulteriori aggiornamenti nel prossimo periodo circa gli sviluppi dell’azione confederale.

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