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TAXI - Confartigianato Taxi ribadisce la linea del dialogo per tutelare il lavoro artigiano


Si è tenuta ieri, 1 dicembre, una riunione nazionale delle principali associazioni dei tassisti che si sono ritrovati dopo la giornata di sciopero dello scorso 24 novembre.

Durante l’incontro i rappresentanti di ciascuna associazione hanno espresso la loro posizione sulla prosecuzione dell’azione di protesta rispetto a quanto contenuto nel DL Concorrenza. Confartigianato, presente alla riunione con il Consigliere nazionale Alessandro Nordio, ha ribadito in modo forte e deciso la posizione già espressa in occasione dell’Assemblea nazionale organizzata in concomitanza con lo sciopero nazionale, al quale l’associazione ha deciso responsabilmente di non aderire.

Nordio ha ricordato che la posizione di Confartigianato è sempre stata quella di privilegiare il confronto con la politica senza andare allo scontro: il lavoro dovrà essere fatto a tutti i livelli per rappresentare il valore dell’artigianato e la cooperazione, tutelati dalla Costituzione ma minati oggi dallo strapotere delle Autorità di Regolazione dei Trasporti, dell’Autorità Garante della Concorrenza e dall’art.8 del DDL Concorrenza.


Confartigianato ritiene pertanto utile il confronto con ANCI e la Conferenza delle Regioni per impostare un’azione di sensibilizzazione congiunta nei confronti del Parlamento, preliminarmente all’avvio dei lavori in Aula sul DL Concorrenza, affinché passi il messaggio della centralità delle realtà locali e territoriali nella gestione e nella programmazione del trasporto pubblico, quale servizio essenziale e a vantaggio della collettività.


L’intenzione in prima battuta rimane quindi quella di chiedere a gran voce alla politica lo stralcio dell’art.8 per riattivare quel processo di riforme previsto con l’approvazione della legge 12/2019, mai portato a termine. L’azione, per essere efficace, dovrà essere svolta anche nei confronti dell’opinione pubblica che dovrebbe essere resa edotta rispetto alle possibili derive distopiche che potrebbe prendere il trasporto pubblico in mano a multinazionali e alfieri della Gig Economy.

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