La CTB di Cesano Maderno vincitrice del premio Welfare Index PMI


Ctb Air Technology Srl, settore meccanica, di Cesano Maderno è l’unica azienda brianzola che ha meritato il Premio Welfare Index Pmi 2019 nella categoria artigianato per le loro iniziative di welfare aziendale e i progetti per la tutela della sicurezza e del benessere dei dipendenti.

L’edizione 2019 di Welfare Index Pmi si è svolta a Roma per il quarto anno consecutivo e oggi il riconoscimento è stato consegnato nelle mani dell’imprenditrice Barbara Casati dai vertici di APA Confartigianato Imprese, il Presidente Giovanni Barzaghi, il Segretario generale Paolo Ferrario, il Presidente della sezione territoriale Paolo Rastellino e dal Sindaco Maurilio Longhin.

A Roma il Rapporto sullo stato del welfare nelle piccole medie imprese italiane è stato presentato a una platea di imprenditori, istituzioni, docenti, ed è stato commentato, tra gli altri, da Riccardo Fraccaro, Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia Diretta e Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato Imprese.

«Siamo particolarmente orgogliosi che una nostra impresa abbia raggiunto un traguardo di tale portata e meritato un riconoscimento nazionale - spiega Paolo Ferrario, Segretario generale di APA Confartigianato Imprese, presente all’evento romano – Ciò dimostra che il welfare non è solo prerogativa delle grandi industrie e, anzi, che nell’artigianato il dipendente non è mai ridotto a numero o a mero esecutore. Nei capannoni e nelle botteghe, l’impresa è spesso un’estensione della famiglia e anche i lavoratori sono intesi come parte integrante. Per questo vengono sviluppate politiche organiche di welfare e piccole attenzioni quotidiane che permettono al dipendente di sentirsi a casa e di lavorare meglio».

Welfare Index 2019 mette in evidenza che il welfare aziendale non è solo appannaggio delle grandi imprese, ma in questi anni è riuscito a rompere la barriera dimensionale, diffondendosi anche nelle piccole e microimprese. Le imprese più grandi restano avvantaggiate, con una quota di imprese molto attive del 71%, ben superiore a tutti gli altri segmenti. Ma nelle imprese di piccola e media dimensione la crescita è stata particolarmente veloce, e in questi tre anni la quota delle molto attive è più che raddoppiata. Nelle microimprese (meno di 10 addetti): dal 6,8% nel 2017 all’attuale 12,2%. Nelle piccole imprese (10-50 addetti): dall’11% nel 2016 al 24,8% di oggi. Nelle medie imprese (51-250 addetti): dal 20,8% nel 2016 al 45,3% di oggi, con un aumento particolarmente sostenuto nell’ultimo anno.

Welfare Index Pmi 2019 evidenzia quindi l’esistenza di un segmento rilevante di imprese molto attive (il 19,6% che equivale a 130.000 mila imprese), appartenenti a tutti i settori produttivi, che hanno:

  • maturato una consapevolezza del proprio ruolo sociale (il 63,4% dichiara che l’importanza degli obiettivi sociali è aumentata negli ultimi 2-3 anni);

  • sviluppato una visione strategica di lungo periodo (il 71,7% di queste dichiara l’intenzione di accrescere ulteriormente il welfare aziendale in futuro);

  • definito obiettivi e politiche ben focalizzate, coinvolgendo sistematicamente i lavoratori (il 71,2% contro una media del 51,6%);

  • ottenuto di conseguenza risultati che incoraggiano a procedere su questa strada: il 73,1% e il 63,9% rispettivamente rilevano impatti positivi sulla soddisfazione dei lavoratori e sulla produttività del lavoro.

Dunque le aziende che costruiscono un progetto di welfare capace di rispondere ai bisogni dei lavoratori, delle loro famiglie e del territorio, generano un valore superiore a quello economico dell’iniziativa e le persone sono pronti a riconoscerlo”.

Il welfare aziendale fa crescere l’impresa, ma anche il Paese.


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