RENTRI: rifiuti e burocrazia, cosa cambia davvero con la Manovra 2026
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Aggiornamento: 5 ore fa
La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di misure con impatti rilevanti per le imprese artigiane e del comparto produttivo. Le disposizioni riguardano, fra gli altri, tracciabilità dei rifiuti, procedure semplificate e strumenti per agevolare la transizione ambientale e climatica.
Tra gli interventi più significativi si segnala quello relativo al RENTRI – Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, che interessa numerose micro e piccole attività produttive.
Semplificazioni per l’iscrizione al RENTRI
La manovra 2026 (art. 1, comma 789 della Legge 199/2025) introduce una semplificazione degli obblighi di iscrizione al RENTRI per la gestione dei rifiuti pericolosi, intervenendo sull’art. 188-bis del D.Lgs.152/2006, Testo Unico Ambientale.
Le esclusioni si applicano a una serie di categorie economiche e professionali quali:
centri estetici, parrucchieri e tatuatori;
imprenditori agricoli con volume d’affari inferiore a 8.000 euro;
imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi;
consorzi e i sistemi di gestione previsti dall’articolo 237 del D.Lgs.;
imprese ed enti con meno di dieci dipendenti, limitatamente ai rifiuti non pericolosi.
Condizioni operative
L’esclusione dall’iscrizione è subordinata alla sostituzione del tradizionale registro di carico e scarico con la conservazione progressiva per tre anni del formulario o del documento di conferimento rilasciato dal raccoglitore nell’ambito del circuito organizzato di raccolta.
La misura rappresenta un intervento concreto di semplificazione che riduce costi, carico documentale e complessità operativa per numerose micro imprese e attività professionali, senza indebolire i meccanismi di tracciabilità dei rifiuti.
Per qualsiasi chiarimento è possibile contattare il nostro ufficio Ambiente e Sicurezza all'indirizzo ambiente@apaconfartigianato.it.


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