Contrari all'estensione dello Split Payment, che aggraverebbe ulteriormente l'asimmetria fra


In 5 punti ti spieghiamo perchè.

In relazione all’ipotesi di proroga dell’applicazione dello split payment e alla sua estensione Confartigianato, congiuntamente con Rete Imprese Italia, ha manifestato la propria totale contrarietà. A tal riguardo, infatti, l’analisi di evidenze statistiche in cinque ambiti chiavedella relazione tra imprese e Pubblica amministrazione evidenzia come la proroga dello split payment intensifichi l’asimmetria della relazione B2G (Business to Government).

1) La minore liquidità: Secondo le recenti valutazioni della Corte dei conti lo split payment “avrebbe esposto i contribuenti a recuperare tardivamente oltre 5 miliardi”. La sottrazione di risorse con la ‘trattenuta’ dell’IVA aggrava le condizioni finanziarie delle 873.000 imprese fornitrici della PA, sovrapponendosi alla minore disponibilità di credito: a novembre 2016 si osserva una diminuzione dei prestiti alle imprese per 18,4 miliardi di euro (-2,3%); il calo dei prestiti si accentua per le imprese di piccola dimensione e per le imprese delle costruzioni.

2) Il ritardo dei pagamenti: Secondo la più recente comparazione internazionale su 25 paesi dell’Unione Europea i pagamenti della P.A. sono effettuati mediamente in 131 giorni, 80 giorni in più della media UE di 51 giorni.

3) La PA in Italia ha debiti nei confronti delle imprese fornitrici più che doppi rispetto a Francia e Germania: Secondo l’ultimo confronto internazionale disponibile l’Italia nel 2015 mostra un debito commerciale verso le imprese per beni e servizi – per la sola parte di spesa corrente – pari al 3,0% del PIL, il più elevato tra i Paesi dell’Eurozona e più che doppio rispetto all’1,3% del PIL della Spagna e all’1,2% di Francia e Germania.

4) Per contrastare l’evasione Iva basterebbe usare le informazioni fornite dalle imprese con la fatturazione elettronica: Dall’avvio dell’obbligo di invio a tutte le PA, 31 marzo 2015, al 320 novembre 2016 è stata inviata alle Pubbliche Amministrazioni 1 fattura elettronica al secondo, pari a 52.655.911 file fattura complessivi. Su questo fronte l’Italia si colloca ai primi posti del ranking europeo con il 28,8% delle piccole imprese che nel 2016 ha inviato fatture elettroniche in formato adatto all’elaborazione automatica (e-invoice), quota pressochè doppia rispetto al 14% della Germania e al 13% della Francia.

5) Più esposte le piccole imprese e il settore delle costruzioni: L’onere derivante dallo split payment grava in modo più accentuato sulle piccole imprese, maggiormente esposte nelle forniture alle Amministrazioni locali: 2 fatture elettroniche su 3 (34.994.398 pari al 66,5% del totale) sono infatti inviate ad Amministrazioni locali, in primis i comuni con il 32,6%. Alle Amministrazioni locali si riferisce l’80,6% della spesa per investimenti in costruzioni.

Infine va ricordato che l’estensione dello split payment si sovrappone ai nuovi oneri per le partite IVA conseguenti alle comunicazioni obbligatorie introdotte con la Legge di bilancio 2017.


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