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Cybersecurity, l'allarme sugli impianti di refrigerazione: «Proteggere la catena del freddo significa tutelare cittadini e imprese»

2 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

La crescente digitalizzazione degli impianti industriali e commerciali porta con sé nuove opportunità, ma anche rischi che non possono essere sottovalutati. Tra questi, gli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione, infrastrutture fondamentali per garantire la conservazione degli alimenti, dei farmaci e il corretto funzionamento di numerose attività produttive e sanitarie. A richiamare l'attenzione su un tema di grande attualità è stato Marco Masini, presidente di ASERCOM, l'associazione europea dei produttori di componenti per la refrigerazione, e associato di APA Confartigianato Imprese, intervenuto giovedì 5 novembre alla trasmissione Non Stop News di RTL 102.5, condotta da Enrico Galletti.


Nel corso dell'intervista, dedicata ai rischi degli attacchi hacker agli impianti di refrigerazione commerciale, Masini ha chiarito innanzitutto un aspetto fondamentale: il problema non riguarda i comuni frigoriferi domestici, ma le infrastrutture industriali e commerciali che garantiscono il funzionamento della cosiddetta “catena del freddo”. Si tratta di sistemi essenziali per assicurare che gli alimenti arrivino in condizioni di sicurezza sulle nostre tavole, che i medicinali vengano conservati correttamente lungo il percorso dalla produzione alle farmacie e che ospedali e strutture sanitarie possano contare su impianti efficienti e affidabili.


Il rischio nasce anche dall'evoluzione tecnologica degli impianti. Sistemi che in passato funzionavano in maniera autonoma sono stati progressivamente connessi alle reti informatiche, rendendo possibili il monitoraggio continuo, il controllo da remoto e la prevenzione dei guasti. Un'evoluzione fondamentale per l'efficienza e la continuità operativa, che ha però introdotto nuove vulnerabilità. Masini ha spiegato come molti sistemi siano stati progettati in un'epoca in cui l'accesso era riservato quasi esclusivamente ai tecnici specializzati. Da qui l'utilizzo, in alcuni casi, di protezioni relativamente semplici, oggi non più adeguate ad affrontare minacce informatiche sempre più sofisticate.


La soluzione, ha sottolineato Masini, passa anche dalla segregazione delle reti, ovvero dalla necessità di proteggere e isolare opportunamente i sistemi di controllo industriale, evitando che possano essere raggiunti facilmente dall'esterno. Un tema che il presidente di ASERCOM aveva già portato all'attenzione degli operatori internazionali durante un simposio tenutosi nell'ottobre 2026 alla fiera Chillventa di Norimberga, presentando un caso di attacco informatico a un impianto legato alla produzione alimentare.


Per Gianluca De Giovanni, presidente della categoria Impiantisti di APA Confartigianato Imprese e titolare della Novafrigor (Binasco), quanto emerso dall'intervento di Masini richiama direttamente il ruolo e le responsabilità delle imprese che operano nell'installazione e nella manutenzione degli impianti.

«Quando parliamo di sicurezza degli impianti, oggi non possiamo più limitarci agli aspetti meccanici, elettrici o alla loro efficienza energetica. Dobbiamo considerare anche la sicurezza digitale, perché un impianto connesso alla rete può diventare vulnerabile e un eventuale attacco può avere conseguenze concrete sulle attività delle imprese e sulla vita dei cittadini. Il contributo di Marco Masini è importante perché porta l'attenzione su una questione che riguarda da vicino il nostro settore», sottolinea De Giovanni. «Le imprese impiantistiche e i tecnici specializzati – prosegue - sono un presidio fondamentale per il corretto funzionamento di queste infrastrutture. Per questo è necessario investire sempre di più nella formazione, nell'aggiornamento professionale e nella collaborazione tra produttori, installatori, manutentori ed esperti di sicurezza informatica. La transizione digitale degli impianti deve andare di pari passo con la capacità di proteggerli. È una sfida che riguarda anche le piccole e medie imprese e sulla quale, come categoria, dobbiamo mantenere alta l'attenzione».


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