Rifiuti delle imprese: quando diventano sempre “urbani”. I chiarimenti del MASE
- 4 giorni fa
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Con una risposta del 26 marzo a un interpello (disponibile in allegato), il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha chiarito un aspetto rilevante sulla classificazione dei rifiuti.
I rifiuti prodotti da attività non domestiche che risultano analoghi, per natura e composizione, ai rifiuti domestici devono essere sempre classificati come rifiuti urbani, anche se conferiti al di fuori del servizio pubblico.
La classificazione dipende infatti dalle caratteristiche del rifiuto e non può variare in base al gestore scelto.
Questi rifiuti contribuiscono quindi:
alla produzione complessiva dei rifiuti urbani;
al raggiungimento degli obiettivi di riciclo.
I Comuni sono tenuti a contabilizzarli ai fini della raccolta differenziata, secondo quanto previsto dal D.M. 26 maggio 2016. Sul piano della tracciabilità, il MASE ha inoltre precisato che nei FIR, nel campo relativo alle caratteristiche del rifiuto, la provenienza deve essere indicata come “urbana”.


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