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Wood Innovation Hub: la Brianza del legno fa squadra. Mantegazza: "Vince chi fa rete"

  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Desio. Imprese in cerca di competenze e un territorio che prova a fare squadra per non perdere uno dei suoi DNA produttivi. È questa la fotografia emersa a Villa Longoni, dove la Provincia di Monza e della Brianza ha chiuso oggi la due giorni dedicata al “Wood Innovation Hub Brianza”, il patto territoriale che mette insieme formazione, lavoro e imprese del legno-arredo.


Le necessità del settore

Il messaggio è chiaro: per le imprese del settore il problema non è il lavoro che manca, ma le competenze da acquisire. I numeri parlano da soli: oltre il 60% delle ricerche di operai specializzati nel settore resta senza risposta. Un mismatch che rischia di rallentare uno dei pilastri storici della Brianza manifatturiera, proprio mentre il comparto evolve tra digitalizzazione, nuovi materiali e sostenibilità. Da qui l’idea – tutt’altro che teorica – di costruire una filiera vera. Quindici partner, tra cui AFOL Monza Brianza, Assolombarda, FederlegnoArredo, Confartigianato e diverse scuole del territorio, hanno lavorato insieme per definire un modello che parte dai fabbisogni reali delle imprese e arriva fino all’inserimento lavorativo. Non solo analisi, quindi, ma azione. Da un lato la mappatura delle figure professionali più difficili da reperire; dall’altro percorsi formativi dedicati a disoccupati, lavoratori in transizione e persone con background migratorio, con corsi per eco-falegnami, artigiani del legno e tappezzieri. In mezzo, un lavoro continuo di connessione tra domanda e offerta, fatto di job day, recruiting e collaborazioni dirette con le aziende del territorio.


Il 29 marzo spazio al lavoro degli studenti

Le scuole protagoniste. La giornata del 29 marzo, con la mostra “Legno Magico” svoltasi nelle sale di Villa Longoni, ha coinvolto 8 istituti, 50 classi e oltre 1.000 studenti delle medie. Tra modellini, laboratori e simulazioni professionali, i ragazzi hanno potuto sperimentare in prima persona cosa significa progettare e realizzare un oggetto, entrando in contatto con un settore che unisce creatività e competenze tecniche.


Il convegno

Ma è nella giornata del 30 marzo che il progetto ha mostrato la sua struttura più solida. Durante il convegno, istituzioni, enti di formazione e imprese hanno messo a fuoco quanto costruito e, soprattutto, cosa resta da fare. Al centro, le tre linee di intervento del Patto: ricerca, formazione e orientamento. La prima ha permesso di fotografare con precisione i fabbisogni del comparto, attraverso il coinvolgimento diretto delle aziende e momenti di confronto strutturati. Un passaggio chiave, perché consente di aggiornare costantemente le competenze richieste in un settore che cambia velocemente. La seconda ha portato alla realizzazione di cinque percorsi formativi mirati, rivolti non solo ai giovani ma anche ad adulti in cerca di ricollocazione. Un aspetto non secondario: il Patto prova infatti a tenere insieme competitività economica e inclusione sociale, offrendo opportunità concrete anche a chi parte da situazioni più fragili. Infine l’orientamento, forse la sfida più delicata. Oltre alle attività nelle scuole, il progetto ha attivato strumenti di “attrazione” verso il settore: workshop, incontri con le imprese e momenti di recruiting pensati per accompagnare i candidati fino all’ingresso in azienda.


Accanto ai dati, anche le voci dei protagonisti: imprese che producono e hanno necessità di un ricambio ma anche di un confronto sempre più vero con le nuove generazioni, corsisti che hanno già intrapreso nuovi percorsi professionali, scuole che chiedono un legame più stretto con il mondo produttivo. Un quadro concreto, che restituisce il senso di un progetto nato dal basso e costruito sul confronto continuo. Il punto, però, resta uno: senza continuità, il rischio è che tutto si fermi qui. Per questo il Patto territoriale punta a diventare una struttura stabile, con un osservatorio permanente e una governance condivisa capace di tenere insieme tutti gli attori coinvolti.


Il commento di Giovanni Mantegazza, Presidente di APA Confartigianato Imprese:

“Le imprese artigiane hanno oggi un bisogno concreto di lavoratori qualificati, capaci di coniugare manualità, tecnologia e creatività. Dobbiamo superare l’idea che questi mestieri siano ‘vecchi’: sono professioni evolute, dinamiche e sempre più centrali nella manifattura di qualità. Sono lavori concreti e creativi allo stesso tempo: si parte da un’idea e la si realizza con le proprie mani, creando valore vero per il territorio. Per questo è fondamentale sostenere le spinte imprenditoriali dei giovani, accompagnandoli con percorsi formativi adeguati e opportunità reali di inserimento nelle imprese. Iniziative come il Wood Innovation Hub Brianza dimostrano quanto sia strategico fare rete tra imprese, formazione e istituzioni per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Il valore aggiunto di questo progetto è proprio il gioco di squadra: solo mettendo insieme istituzioni, formazione e sistema produttivo possiamo costruire risposte efficaci e un obiettivo comune, che è dare futuro alle nostre imprese e ai nostri ragazzi”.


Il video

Presentato durante il convegno anche il video che racconta il Patto per il legno con le voci di imprese e studenti. E’ disponibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=wh22bnaqGyU



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