Attività aperte e raggiungimento oltre il proprio comune di residenza


Decine le telefonate e mail da parte di imprese regolarmente aperte, come da DPCM, ma impossibilitate a ricevere clienti. A cui si sommano quelle di possibili clienti, che a partire da oggi fino al almeno i prossimi 14 giorni, si domandano se lo spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, dovuto a situazioni di necessità per raggiungere gli esercizi al quale è concessa la prosecuzione dell’attività sarà possibile. È questa la situazione che APA Confartigianato sta vivendo in queste ultime ore. Nella sezione di Monza e Brianza e non solo. Al centro del ciclone parrucchieri e barbieri, ma anche carrozzieri, gommisti, orafi, falegnami, ottici. E la lista prosegue. Davanti alla grande incertezza, segnaliamo la posizione del nostro segretario generale, Enrico Brambilla, che in linea con altre territoriali chiede chiarimenti veloci e che siano condivisi e recepiti da tutti per non creare fraintendimenti e generare ulteriore caos.

“Siamo alle prese con l’interpretazione dell’ultimo DPCM – spiega il segretario Brambilla. - Premettiamo che è nostro interesse collaborare con le autorità preposte per uscire dalla situazione di emergenza e quindi raccomandiamo a tutti di spostarsi esclusivamente per ragioni di necessità. Ciò detto, però, ci sono delle attività aperte e ci si pone il tema del loro raggiungimento da parte dei clienti. Secondo una interpretazione restrittiva del DPCM non è possibile raggiungere i laboratori e i negozi artigiani al di fuori del proprio comune di residenza. Noi non condividiamo questa interpretazione. Perché? Semplice: ogni servizio artigiano è un servizio differente rispetto a quello che altri svolgono. Tra artigiano e cliente c’è un rapporto fiduciario che non può essere ignorato”.

“Tuttavia in questo momento facciamo presente che questa nostra interpretazione non viene consentita dalle prefetture locali, compresa quella di Monza. Noi ci auguriamo che al più presto si esca da questa situazione di incertezza e prevalga la ragionevolezza, per cui se ad una attività è consentito rimanere aperta sia consentita anche quella di ricevere i propri tradizionali clienti. Sappiamo che già comunque l’afflusso è notevolmente calato: far venir meno anche i clienti sarebbe un colpo molto duro”.

Ci rivolgiamo alle nostre imprese: In questo momento non possiamo naturalmente spingere al contravvenire quello che le Prefetture stanno indicando, però se vi dovessero esserci dei casi che ci vorrete segnalare fatecelo sapere e noi non mancheremo a fornirvi tutta l’assistenza necessaria, eventualmente anche sul piano legale”.

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