Mercato selvaggio degli pneumatici. Confartigianato dialoga con il Ministero dell’Ambiente

29/01/2020

 

Confartigianato Autoriparazione auspica una maggiore collaborazione con le istituzioni, innanzitutto con il Ministero dell’Ambiente, per combattere abusivismo, irregolarità, evasione fiscale nella gestione e nello smaltimento di pneumatici.

“È tempo per una battaglia comune in nome del rispetto degli imprenditori e della tutela ambientale.  Non servono nuove leggi: occorre far rispettare le norme esistenti con un’efficace attività di controllo e repressione del mercato selvaggio, ormai diffuso anche sul web, degli pneumatici e degli PFU. Gli imprenditori regolari, qualificati e competenti non possono continuare a subire la concorrenza sleale degli operatori illegali e la spada di Damocle del blocco del ritiro di pneumatici” spiega Confartigianato Autoriparazione, intervenendo alla presentazione del Rapporto “I Flussi illegali di pneumatici e PFU in Italia”, illustrato a Roma alla presenza del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha ospitato e partecipato alla presentazione del documento conclusivo che illustra l’attività svolta dall’Osservatorio e dalla piattaforma CambioPulito nel contrastare le pratiche illegali del settore degli pneumatici e PFU. Il progetto è promosso da Legambiente insieme ai consorzi per la gestione degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) Ecopneus, EcoTyre e Greentire – che gestiscono circa l’85% del totale nazionale – e le associazioni di categoria Confartigianato, Cna, Airp, Federpneus e Assogomma.

Il Ministro, nell’apprezzare il lavoro svolto dall’Osservatorio fatto di idee e di proposte, ha annunciato una serie di impegni. A cominciare dalla creazione, nell’ambito del Ministero, della Direzione Generale Economia Circolare che da quest’anno rappresenterà l’interlocutore amministrativo dedicato anche ai temi che riguardano la gestione degli pneumatici. Inoltre, il Ministro ha annunciato l’imminente firma di un decreto ministeriale che riguarda i temi sollevati dall’Osservatorio e che – ha detto  – ne recepisce molte proposte. “Proviamo a sperimentare il decreto e a monitorarne insieme i risultati – ha detto il Ministro – e tra 12 mesi faremo il punto della situazione su come ha funzionato, eventualmente anche per rigenerarlo e fornire risposte supplementari”. Sul fronte dei controlli, il responsabile dell’Ambiente si è detto convinto che devono essere soprattutto preventivi, oltre che repressivi, e a questo proposito ha sollecitato la collaborazione dei soggetti rappresentati nell’Osservatorio”. Il Ministro ha insistito sull’importanza della partecipazione e del confronto tra il Dicastero e i soggetti riuniti nell’Osservatorio. A questo proposito, ha anche sottolineato l’importanza di formulare proposte in tempi rapidi, vale a dire entro maggio, quando inizia la costruzione della manovra di bilancio e si inizia a predisporre norme speciali che possono ‘premiare’ chi opera sul territorio”.

Il rapporto presentato è frutto del lavoro di oltre due anni e mezzo, che ha permesso di definire un quadro chiaro delle aree di criticità che espongono a illegalità e irregolarità un sistema, quello della raccolta e recupero dei pneumatici fuori uso (PFU), che rappresenta per l’Italia un caso di eccellenza nella gestione dei rifiuti e nel percorso del Paese verso l’economia circolare e che ogni anno assicura su tutto il territorio nazionale il recupero di oltre 380.000 tonnellate di PFU raccolte presso gommisti, autofficine e stazioni di servizio.

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