I rischi di un difficile 2019, tra frenata investimenti, dazi e Brexit

19/06/2019

 

Il 14° Rapporto annuale Confartigianato ‘Ingegno, valore d’impresa’ presentato martedì scorso in occasione dell’Assemblea annuale ha evidenziato i rischi di un difficile inizio anno, sul ciglio tra recessione e stagnazione. Alcuni degli highlight del 14° Rapporto e l’infografica.

La prima parte del 2019 presenta timidi segnali di ripresa per l’economia italiana rispetto alla brusca frenata della seconda metà del 2018 – che aveva riportato l’Italia in recessione tecnica – in un contesto che rimane caratterizzato da marcate incertezze. Nel primo trimestre del 2019 il prodotto interno lordo a prezzi costanti è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente; mentre ristagna la spesa delle famiglie tengono gli investimenti fissi lordi, grazie alle costruzioni mentre calano gli investimenti in impianti e macchinari. Sulla flessione congiunturale degli investimenti in impianti e macchinari può aver influito la mancata proroga del superammortamento in legge di bilancio, reintrodotto nel successivo decreto legge 34/2019 (c.d. decreto ‘Crescita’). Interventi stop and go negli incentivi all’accumulazione di capitale amplificano l’incertezza comprimono la propensione ad investire.

Secondo le recenti previsioni dell’Istat quest’anno il prodotto interno lordo è previsto salire dello 0,3%; preoccupa la frenata degli investimenti, che salgono di un limitato 0,3%, a fronte del +3,4% del 2018. Su questa posta la Commissione europea stima per quest’anno una variazione negativa dello 0,3% mentre il DEF 2019 indica una crescita programmatica dell’1,4%, previsione che incorpora gli effetti dei decreti legge ‘Crescita’ e ‘Sblocca cantieri’ (Ministero dell’Economia e delle Finanze, 2019, pagg. 38 e 39). Le ultime proiezioni per l’economia di Banca d’Italia segnano per il 2019 una flessione dello 0,5% degli investimenti, appesantiti da una caduta del 2% degli investimenti in beni strumentali, mentre salgono dell’1,4% quelli in costruzioni.

Nel corso della primavera del 2019 persistono alcuni segnali di incertezza. Frena la manifattura in Germania, principale cliente del made in Italy con il 13% del totale delle esportazioni. La fiducia dei consumatori torna ad aumentare dopo tre mesi consecutivi di calo, ma persiste un ampio segno negativo del giudizio sulla situazione economica dell’Italia da parte delle imprese. Il settore delle costruzioni, pesantemente penalizzato nel corso dell’ultimo decennio, mostra qualche segnale positivo, con la produzione in salita nei primi tre mesi dell’anno. Gli ultimi dati sul fatturato dei servizi relativi al I trimestre 2019 indicano una flessione tendenziale dello 0,5% che inverte la tendenza del 2018 che aveva registrato una crescita del 2,0%.  Nei primi quattro mesi del 2019 la dinamica del commercio al dettaglio è debole con una crescita del +0,6% su base annua, sia in valore che in volume, mentre continua ad essere sostenuta, e pari al +14,5%, la crescita del valore delle vendite online.

Il contesto internazionale potrebbe vedere una intensificazione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e registrare nuove restrizioni agli scambi, oltre che la concretizzazione di rischi specifici legati al rallentamento dell’economia cinese e alle incertezze dell’incompiuta uscita del Regno Unito dall’Unione europea. A marzo 2019 il valore annualizzato delle esportazioni verso Stati Uniti, Cina e Regno Unito ammonta a 78,3 miliardi di euro, e sono cresciute dell’1,7% su base annua. Le politiche protezionistiche, intensificate con le nuove barriere tariffarie all’importazione implementate dagli Stati Uniti, penalizzano il commercio mondiale di merci che nel 2019 è atteso in forte decelerazione: +2,9% rispetto al +4,0% del 2018.

 

 

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