ASSEMBLEA NAZIONALE CONFARTIGIANATO

28/06/2018

 

Confartigianato ha scelto l’occasione dell’Assemblea nazionale per incontrare i rappresentanti del Governo e del Parlamento per denunciare i vizi italiani e per rilanciare le virtù della piccola impresa artigiana, che mai come quest’anno ha fatto registrare record importanti sul fronte del lavoro e dell’economia, a cominciare da apprendistato ed export. Presente a Roma una nutrita delegazione dalla Brianza e da Milano, guidata dal Presidente Giovanni Barzaghi e dal Segretario Paolo Ferrario.

 

 

“È necessario fare alcuni interventi urgenti per rendere possibile il riporto delle perdite per le imprese in contabilità semplificata per completare e rendere fruibile la tassazione per cassa; così come consentire la deducibilità totale dell’IMU sugli immobili strumentali” commenta il Presidente di APA, Giovanni Barzaghi.

“In relazione poi all’avvio della fatturazione elettronica, che chiediamo avvenga per tutti dal 1° gennaio 2019 evitando la partenza troppo frettolosa per alcune categorie dal 1° luglio 2018, vanno ridotti adempimenti onerosi, a partire dallo split payment e dal reverse charge in edilizia” dichiara il Segretario, Paolo Ferrario.

Tutto questo per sostenere i risultati che le piccole imprese artigiane del Paese, in tutto 1.300.000 unità produttive, hanno raggiunto nonostante i tanti vizi di un Paese che ne limita la competitività. A cominciare dalla solita, tragica pressione fiscale, che per l’Ufficio studi di Confartigianato supera di 18,6 miliardi di euro la media europea.

Confartigianato ha proposto un contratto all’attuale Governo, guidato da Giuseppe Conte. Sette punti, semplici ed immediatamente applicabili: la modifica del Codice degli Appalti, la firma sul decreto delle nuove tariffe INAIL, la chiusura definitiva del disastroso SISTRI, la tutela della manifattura made in Italy, una tassazione reale per i giganti del web, la riduzione del costo dell’energia e la valorizzazione delle piccole imprese in ogni nuovo provvedimento introdotto in italiano, come da indicazioni europee.

Un contratto che il Ministro Di Maio ha firmato e sottoscritto, confermandone la bontà in ogni singolo punto. “In questo contratto in 7 punti vedo soltanto ottimi propositi – ha detto senza termini il titolare del Lavoro e dello Sviluppo economico – Dobbiamo soltanto metterci a lavoro insieme. Sono contento del fatto, che tra le altre, vengano citate due iniziative: in primo luogo, l’attuazione di alcune norme. L’altro tema è quello legato ai big player del web ed è strettamente legato alla concorrenza sleale che fanno alcuni marketplace” ha aggiunto il Di Maio.

All’Assemblea ha partecipato anche il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha confermato la lotta alle importazioni selvagge che minano la qualità della produzione made in Italy: “Il nostro obiettivo è difendere il lavoro, la salute e il made in Italy. Un’altra battaglia che faremo, stavolta in sede ONU, è quella a difesa della dieta mediterranea, perché siamo all’assurdo che, per colpa delle multinazionali, si pensi che sia più dannosa la pasta della diet coke. C’è molto da fare per difendere un modo di vivere e un comparto che dà lavoro a milioni di persone, direttamente o indirettamente.”

 

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