E-FATTURA – Confartigianato dà battaglia: no a nuovi oneri per le imprese

27/03/2018

 

Il tempo stringe. Per 4.400.000 imprese si avvicina rapidamente l’obbligo di emettere e ricevere fatture elettroniche. Il 1° luglio, data d’inizio della prima fase di questa rivoluzione, è dietro l’angolo. E così Confartigianato sta conducendo un confronto serrato con l’Agenzia delle Entrate e con il Ministero dell’Economia cui ha rivolto una serie di sollecitazioni per evitare agli imprenditori il salasso di nuovi costi e lo shock di ulteriori carichi burocratici.

La Confederazione chiede innanzitutto di posticipare al 1° gennaio 2019 l’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica previsto già dal primo luglio per le cessioni di benzina o gasolio per motori e per le prestazioni dei subappaltatori nei contratti di lavori pubblici.

Inoltre, Confartigianato insiste a sollecitare un avvio graduale dell’obbligo di fatturazione elettronica, scaglionando l’entrata in vigore a seconda della dimensione aziendale. Contemporaneamente chiede che vengano escluse dall’adempimento le operazioni con un imponibile non inferiore a 500 euro.

Ma vanno anche semplificati gli adempimenti per emettere e conservare le fatture elettroniche. E gli imprenditori avranno minori costi burocratici, se – come chiede la Confederazione – verrà attribuito alle Associazioni che li rappresentano il ruolo di destinatari delle fatture emesse e ricevute.

Tutto ciò per evitare ai piccoli imprenditori l’ennesimo costoso adempimento a fronte di un insufficiente alleggerimento dei già numerosi obblighi burocratici in materia fiscale. E proprio su questo fronte, Confartigianato ha ribadito all’amministrazione finanziaria una serie di richieste. Innanzitutto la necessità di eliminare split payment, reverse charge e obbligo di comunicare i dati delle liquidazioni Iva.

Non meno importante l’innalzamento del limite da cui far scattare l’obbligo del visto di conformità per compensare i crediti fiscali da 5mila a 50mila euro.

E ancora, Confartigianato chiede che i rimborsi Iva siano effettuati entro 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale e che venga ridotta dall’8 al 4 per cento la ritenuta sui bonifici relativi a spese per lavori edili ai quali si applica la detrazione fiscale.

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