Burocrazia. Innovazione digitale ancora distante dagli uffici pubblici

07/11/2017

Ce lo rivela un’analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato dalla quale emerge che i Comuni italiani gestiscono completamente via web soltanto il 3% dei servizi maggiormente richiesti dalla popolazione.

 

Come sempre, al di là della media nazionale, le cose cambiano nelle diverse zone del Paese. A Bolzano, in Emilia Romagna e in Veneto, la quota si alza al 6% mentre precipita all’1 e mezzo per cento in Liguria, Trento, Puglia e Sicilia.

Nella rilevazione di Confartigianato, si scopre poi che soltanto il 12% delle amministrazioni locali, tra regioni, province, comuni e Asl, riesce a gestire servizi pubblici on line in condizioni di piena sicurezza e tracciabilità.

 

Non c’è da stupirsi, quindi, se soltanto il 16% degli italiani spedisce on line moduli compilati agli uffici pubblici.

 

Il ritardo digitale viene certificato anche dalla bassa percentuale di cittadini, appena il 23%, che si dichiara soddisfatto dei servizi pubblici, una quota che colloca il nostro Paese al penultimo posto nella classifica europea.

La scarsa qualità ed efficienza dei servizi pubblici influisce non poco sulla competitività delle aziende e, in proposito, il rapporto di Confartigianato mostra una situazione poco invidiabile: l’Italia è al 50° posto tra 190 Paesi del mondo per le condizioni che facilitano l’attività degli imprenditori.

 

Insomma, il quadro che esce dalla rilevazione di Confartigianato è quello di un Paese a due velocità: mentre gli imprenditori si danno da fare per investire nelle tecnologie 4.0, la burocrazia italiana arranca faticosamente sulla strada dell’innovazione digitale.

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