Rapporto 2017: MPI lombarde dimagrite e più mature, ma anche più strutturate e internazionali

20/09/2017

Il mondo delle MPI lombarde è uscito meno numeroso e più maturo dagli ultimi 10 anni di mercato. Dal 2007 ha infatti perso 20mila imprese artigiane ed è cresciuta la quota degli autonomi artigiani over 55 (+15,4%), a fronte di un calo significativo degli under 35 (-45,4%). Ma “finalmente si comincia a vedere la fine di questa lotta che è durata 10 anni”, come ha commentato il Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo, in apertura della presentazione a Milano in Palazzo Pirelli, del 7° Rapporto dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia. Presenti in prima fila per APA Confartigianato Milano Monza Brianza il Presidente Giovanni Barzaghi, il Segretario generale Paolo Ferrario e il Direttore Enrico Brambilla.

 

Il mondo delle MPI regionali esce da questi 10 anni anche più strutturato - con un incremento della quota di Srl dal 2,3% al 5,6% - più qualificato - con imprenditori con titoli di studio mediamente più elevati tra gli under 40 - e più internazionalizzato. Cresce infatti il Made in Lombardia all’estero nei settori a maggior concentrazione di MPI, e lo fa più della media del manifatturiero lombardo: +26,6% contro il +20%, e si estende il raggio di azione, con un incremento del 50,8% delle esportazioni direte verso i Paesi extra UE28.

 

Un mondo che ha vissuto le scottature di due recessioni sulla propria pelle, ma che sta anche cogliendo le opportunità dei nuovi mercati e delle nuove tecnologie: il 67,7% degli artigiani lombardi prevede infatti di effettuare investimenti nel prossimo biennio, e di questi quasi 7 su 10 hanno in programma almeno un investimento in tecnologie digitali.

 

È questo il quadro che emerge dal Rapporto dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia “Dal tramonto all’alba: Com’è cambiato l’artigianato lombardo, dopo una notte lunga 10 anni”.

 

“Le nostre imprese si sono senza dubbio trasformate negli ultimi 10 anni - è la chiave di lettura degli esperti dell’Associazione - Ma in questo nuovo modo di fare impresa resiste il cuore del “valore artigiano”, quella caratteristica distintiva delle nostre aziende che sintetizza creatività, manualità, tecnologia, personalizzazione, capace di dare un effettivo valore aggiunto a prodotti e servizi. Tra i nostri associati per esempio molti giovani sono stati capaci di prendere in mano mestieri tradizionali, magari dai genitori, e ripensarli con nuove competenze; è una nuova tendenza che si sta facendo sempre più strada, verso un artigianato che conserva la sua essenza ma cambia pelle per adeguarsi a nuovi bisogni e mercati, e la nostra Associazione è pronta per accompagnare le imprese in questa trasformazione”.

 

 

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