Albo Artigiani in Canton Ticino: Confartigianato continua la battaglia a difesa delle imprese italiane

27/06/2017

Una delegazione di Confartigianato oggi è intervenuta nell’ambito della X sessione del Dialogo economico italo-elvetico

 

Oggi una delegazione di Confartigianato con rappresentanti di Confartigianato Lombardia e Confartigianato Piemonte è intervenuta presso il Ministero dello Sviluppo economico, nell’ambito della X sessione del Dialogo economico italo-elvetico. 

 

Al centro del confronto, la ricerca di soluzioni ai problemi ancora aperti riguardanti la Legge Imprese Artigianali (LIA) del Canton Ticino in vigore dal primo febbraio 2016.

 

I rappresentanti di Confartigianato hanno confermato l’impegno nel Dialogo economico italo-elvetico coordinato dal MISE e nel Tavolo tecnico di confronto tra le rappresentanze di confine italiane e ticinesi, a difesa degli interessi delle nostre imprese artigiane che lavorano in territorio svizzero.

 

In merito, la delegazione confederale ha ribadito con forza la necessità di modificare la LIA, in coerenza con quanto previsto dagli Accordi bilaterali e dalla Direttiva Europea sulla libera circolazione delle persone (2005/36/CE) estesa anche alla Svizzera. 

 

Con questa legge rivolta a tutte le imprese della filiera del sistema abitare che operano in Canton Ticino (sia svizzere che straniere), il legislatore ticinese ha voluto limitare la concorrenza all’interno dei confini cantonali, giustificando l’intervento quale misura di contrasto al dumping salariale e al lavoro nero, con conseguenza negative soprattutto per le imprese italiane, in termini di maggiori oneri finanziari e amministrativi. 

 

Basti dire che, tra il 2015 e il 2016, i prestatori di servizio transfrontalieri (lavoratori distaccati e indipendenti di imprese italiane) sono diminuiti del 13,1% (che equivale alla perdita di 1.580 unità). Ciò è dovuto soprattutto al calo di 1.455 prestatori di servizi nei settori soggetti all’obbligo di iscrizione all’Albo LIA. In tali settori operano il 51,5% dei distaccati e indipendenti italiani che prestano servizi in Canton Ticino.

 

In particolare, gli esponenti di Confartigianato hanno sottolineato l’importanza del riconoscimento dell’esperienza professionale pluriennale delle nostre imprese, quale requisito tecnico professionale per poter operare, senza richiedere il superamento di test di verifica o il conseguimento di titoli di studio professionali svizzeri.

 

Da parte loro, i rappresentanti elvetici hanno annunciato che, ai fini della modifica della LIA, si è in attesa delle sentenze del Tribunale Amministrativo Ticinese in merito ai ricorsi presentati. A questo proposito, la maggior parte dei 16 ricorsi è stata presentata da imprese svizzere e il più importante dalla Commissione Svizzera della Concorrenza (COMCO).

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