Appalti. Confartigianato misura l'impatto sulle piccole imprese del codice dei contratti pubblici, in attesa del decreto correttivo

06/04/2017

Il nuovo Codice dei contratti pubblici ha soltanto un anno di vita ma deve già essere modificato. Entro il 18 aprile, infatti, il Governo emanerà il decreto correttivo che cambia 119 dei 220 articoli del Codice. Le correzioni sono state invocate anche da Confartigianato perché, in questi 11 mesi, le novità del Codice hanno finito per rallentare o addirittura bloccare molti appalti pubblici, creando gravi problemi agli artigiani e ai piccoli imprenditori.

Per fare il punto della situazione, il 27 marzo la Confederazione e Anaepa Confartigianato Edilizia hanno organizzato un convegno di approfondimento al quale ha partecipato Federico Dini, rappresentante dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, che ha indicato le linee guida dell’Anac, ispirate a formazione, competenza, buon senso, per riformare il Codice.

 

I vertici di Confartigianato hanno messo in luce le conquiste ottenute nel nuovo Codice degli appalti: “La possibilità di essere pagati direttamente per quanto riguarda il subappalto, il 20% di anticipazione del prezzo dell’appalto, l’obbligatorietà del progetto esecutivo, l’uso corretto dell’avvalimento, la suddivisione in lotti”.

 

Ma in questo ultimo anno, ha sottolineato il Presidente di Anaepa Confartigianato Arnaldo Redaelli, le difficoltà di applicazione della nuova legge hanno complicato la vita delle piccole imprese. “Abbiamo visto – dice Redaelli – che da quando il Codice è entrato in vigore, gli appalti sono fortemente diminuiti. Ciò dipende sia dal fatto che non si è ancora instaurata la necessaria chiarezza, sia perché i funzionari delle pubbliche amministrazioni hanno una grande paura di poter prendere decisioni per le quali potrebbero essere colpiti personalmente. Capisco che in occasione di cambiamenti epocali ci sono tanti problemi da risolvere, però servono volontà e velocità per cambiare le cose”.

 

Negli ultimi 11 mesi, Confartigianato è intervenuta in tutte le sedi istituzionali incaricate della revisione del Codice dove ha presentato un corposo pacchetto di modifiche. A sostegno dei piccoli lavori è stato chiesto che venisse premiata la territorialità, favorendo la partecipazione agli appalti in base a criteri legati alla sede legale dell’azienda nel territorio e all’operatività nel Comune. Ciò con l’obiettivo di preservare la ricchezza sul territorio.

 

Le correzioni sollecitate dalla Confederazione sono tanto più necessarie alla luce di una ricerca realizzata dall’Università Tor Vergata di Roma e presentata al convegno dal Professor Gustavo Piga: “Abbiamo evidenza che in Italia la normativa, le pratiche e la dimensione degli appalti stanno rendendo molto difficile la vita alle piccole imprese. Invece nel resto del mondo riscontriamo molte attenzioni e riforme proprio a favore delle piccole aziende per agevolare la loro partecipazione alle gare d’appalto e la possibilità concreta di aggiudicarsele. Nel nostro Paese c’è quindi ancora molto da fare per quanto riguarda gli oneri burocratici e la dimensione delle gare per venire incontro con un favor partecipationis alle piccole imprese”.

 

 

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