Contratto regionale legno e lapidei: ripresa ancora fragile, il rinnovo immediato potrebbe mettere a rischio le imprese

15/02/2017

“Quella di Confartigianato non è indifferenza, perché comprendiamo bene le ragioni dei lavoratori; la nostra è una risposta basata sul principio di realtà. Un rinnovo immediato della tornata del contratto regionale di lavoro significherebbe mettere a serio rischio la tenuta delle nostre imprese, a fronte di una ripresa ancora fragile e di un contesto oltremodo incerto. È una questione di sostenibilità dell’intero ecosistema imprenditoriale regionale”. Così Giovan Battista Sarnico, Presidente del gruppo di mestiere Legno di Confartigianato Lombardia, commenta la manifestazione indetta dalle federazioni regionali dei lavoratori edili, legno e materiali da costruzione FeNEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL per il prossimo 16 febbraio per chiedere il rinnovo del contratto regionale legno e lapidei.

Confartigianato Lombardia ha già incontrato negli scorsi mesi i rappresentanti del Sindacato dei lavoratori dipendenti della categoria, insieme alle altre organizzazioni datoriali dell’artigianato. In risposta alla richiesta di rinnovo ha sottolineato come, per non penalizzare la tenuta delle imprese associate, fosse necessario procedere con estrema cautela nel percorso di rinnovo contrattuale. Peraltro, di fronte a una stratificazione dei costi legati agli effetti dell’attuale modello contrattuale, sono in atto ipotesi di riforma a livello nazionale, che andrebbero vagliate prima di intraprendere il rinnovo regionale, in un’ottica di armonizzazione.

“Infine non dimentichiamo che, per sostenere gli ammortizzatori sociali, le politiche di bilateralità hanno giocato un ruolo importante, con il Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato, a cui le imprese hanno contribuito sostenendo un ulteriore incremento di costi – evidenzia Davide Galli Vicepresidente di Confartigianato Lombardia con delega sindacale – Così come sono state messe in campo rilevanti iniziative di welfare integrativo nazionale e regionale, quali San.Arti e il Welfare Integrativo Lombardo dell’Artigianato”.
“Alla luce di queste ragioni, riteniamo sia indispensabile attendere una maggiore definizione del quadro di contesto, oltre che una più marcata ripresa economica prima di avviare la tornata di rinnovi contrattuali regionali. Un approccio che, naturalmente, non riguarda il solo settore del legno e dei lapidei, ma tutte le aree contrattuali”, conclude Galli.

 

 

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