Fashion Week. “Etichette parlanti”, lo strumento digitale anti-contraffazione a tutela del comparto

22/09/2016

Valorizzare l’autenticità del Made in Italy combattendo il mercato del falso. Questo il motore dell’iniziativa portata da Confartigianato nel campo dell’abbigliamento grazie alle “etichette parlanti”, un innovativo strumento digitale che permette di tracciare i luoghi di produzione e lavorazione dei prodotti.

Come emerge da una recente analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese, il sistema Moda qualifica l’Italia al primo posto fra i Paesi europei per vendite all’estero con ben 55,4 miliardi di euro in un anno (dato calcolato da giugno 2015 a maggio 2016).

«L’impatto economico della contraffazione sul comparto colpisce duramente le piccole imprese manifatturiere, traducendosi in un calo delle vendite e nella perdita di posti di lavoro, oltre che nel danneggiamento del cliente finale – spiega Giovanni Barzaghi, Presidente di APA Confartigianato Milano, Monza Brianza – Purtroppo abbiamo rilevato che la Brianza è particolarmente esposta a questa flessione e fa rilevare un -6% di export in un anno (trim. 2016 su I trim. 2015).  Per questo motivo ci siamo mossi per promuovere politiche di tutela del Made in e attività d’informazione sui danni da violazioni dei diritti di proprietà».

La partita della corretta comunicazione all’utente finale si gioca proprio sull’etichetta: grazie ad un’applicazione creata ad hoc, avvicinando lo smartphone a un paio di jeans o a una camicia, i consumatori sapranno esattamente dove sono avvenuti i diversi passaggi produttivi. Si garantiranno così al cliente acquisti “sicuri” di pezzi prodotti in Italia, rispettando le normative del nostro Paese. Contemporaneamente i produttori vedranno certificata la provenienza e la qualità del proprio lavoro

«L’abbigliamento è il primo settore a sperimentare l’etichetta parlante ma, per il futuro, si ipotizza di estenderlo anche ad altri comparti produttivi del Made in Italy come pelle, oreficeria, legno fino all’agroalimentare» afferma Paolo Ferrario, Segretario Generale di APA Confartigianato.

 

 

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